Descrizione Bando
La Regione del Veneto ha approvato il nuovo Bando Imprenditoria Femminile e Professioniste 2026, una misura pensata per sostenere la crescita delle attività guidate da donne attraverso contributi a fondo perduto destinati a investimenti per avvio, sviluppo, rinnovo e ampliamento.
La dotazione iniziale è pari a 3 milioni di euro, di cui 750.000 euro riservati alle professioniste. Il contributo copre il 30% della spesa ammissibile e può rappresentare una leva molto concreta per tutte quelle realtà che vogliono investire in innovazione, struttura, tecnologia e presenza sul mercato.
Il bando si presenta come un’opportunità interessante sia per chi vuole rafforzare un’attività già avviata, sia per chi intende realizzare investimenti utili a fare un salto di qualità organizzativo, produttivo o commerciale. In un contesto in cui la competitività passa sempre più da digitalizzazione, efficienza, qualità degli strumenti di lavoro e visibilità online, poter accedere a un contributo pubblico del 30% significa alleggerire il costo dell’investimento e rendere più sostenibili progetti di crescita che altrimenti rischierebbero di essere rinviati.
Soggetti beneficiari
Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese a prevalente partecipazione femminile attive nei settori dell’artigianato, industria, commercio e servizi, oltre che alle professioniste che operano in forma singola, associata o societaria.
Tra i soggetti ammissibili rientrano le imprese individuali con titolare donna, le società con maggioranza femminile nella compagine societaria o nelle quote, le società di capitali con prevalenza femminile nell’organo amministrativo o nel capitale e i consorzi composti in maggioranza da imprese femminili. Per le professioniste, è richiesto il possesso della partita IVA attiva e la residenza in Veneto da almeno due anni, secondo quanto previsto dal bando.
Per partecipare è necessario che, già alla data di pubblicazione del bando, le imprese siano iscritte al Registro delle Imprese, mentre per le professioniste è richiesta una posizione regolare e attiva. L’intervento deve inoltre riguardare una unità operativa localizzata in Veneto e l’attività economica deve rientrare tra i codici ATECO 2025 ammessi. Sono invece escluse, tra le altre, le imprese agricole iscritte come tali nella sezione speciale del Registro delle Imprese. Questo rende particolarmente importante una verifica preliminare dei requisiti, perché la corretta configurazione del soggetto beneficiario è uno dei primi veri filtri per accedere alla misura.
Tipologia di interventi ammissibili
Il bando finanzia progetti finalizzati all’avvio, insediamento, sviluppo, rinnovo o ampliamento dell’attività. Le spese ammissibili comprendono un ventaglio ampio di investimenti, che rende la misura interessante sia per le imprese femminili sia per le professioniste che vogliono ammodernare strumenti e struttura. Tra le principali voci finanziabili rientrano: macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature, arredi nuovi di fabbrica, opere murarie e di impiantistica, impianti a fonti rinnovabili, software, siti web, e-commerce, sistemi e apparati di sicurezza. Per le PMI sono inoltre ammissibili anche autocarri a esclusivo uso aziendale e spese generali forfettarie.
Particolarmente interessante è l’apertura verso gli investimenti digitali. Il bando consente infatti di finanziare software gestionali, servizi cloud e SaaS, siti web, piattaforme e-commerce, attività di SEO, servizi di marketing digitale collegati al sito o alla piattaforma di vendita online e la produzione di contenuti digitali funzionali al progetto. Per questa specifica categoria di spesa, il bando richiede però l’allegazione di almeno tre preventivi comparabili di fornitori indipendenti, con scelta del preventivo economicamente più basso. Questo aspetto va gestito con attenzione perché rappresenta uno dei punti più delicati nella costruzione della domanda.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 30% della spesa ammissibile rendicontata. Per le PMI, il contributo va da un minimo di 6.000 euro fino a un massimo di 51.000 euro, corrispondenti rispettivamente a una spesa ammissibile di almeno 20.000 euro e fino ad almeno 170.000 euro. Per le professioniste, invece, il contributo va da un minimo di 3.600 euro fino a un massimo di 12.000 euro, a fronte di investimenti compresi tra almeno 12.000 euro e almeno 40.000 euro.
Il bando prevede inoltre una premialità aggiuntiva di 5.000 euro per le beneficiarie che, tra la presentazione della domanda e la conclusione del progetto, effettuino un’assunzione a tempo indeterminato di ricercatori universitari, stagisti o neolaureati, nel rispetto delle condizioni previste dall’avviso.
Data presentazione domande
La domanda può essere presentata dalle ore 10.00 di martedì 12 maggio 2026 e fino alle ore 12.00 di martedì 26 maggio 2026.
Per maggiori informazioni e per una analisi di fattibilità gratuita i nostri consulenti sono a disposizione ai seguenti contatti: info@glocalservizi.com e 0442 77 26 61.