Descrizione Bando
La Regione del Veneto ha introdotto una nuova misura dedicata al passaggio generazionale nel settore dell’artigianato, con l’obiettivo di sostenere la continuità e il rinnovamento del tessuto produttivo artigiano regionale. La base normativa oggi disponibile autorizza, per l’anno 2026, una spesa di 400.000 euro per la concessione di contributi a fondo perduto destinati alla formazione e all’accompagnamento consulenziale delle imprese artigiane interessate da processi di ricambio generazionale.
Si tratta di un segnale importante, perché il passaggio generazionale è uno dei temi più delicati per molte imprese artigiane venete. In numerosi casi, infatti, il problema non è solo trovare un successore, ma accompagnare in modo ordinato il trasferimento di competenze, relazioni, responsabilità e visione imprenditoriale. Una misura di questo tipo può quindi rappresentare un supporto concreto per trasformare un momento critico in un percorso di continuità aziendale.
Va però evidenziato con chiarezza che, allo stato attuale, non siamo ancora in presenza del bando attuativo. La norma regionale esiste, ma sarà la Giunta regionale, con una propria deliberazione, a definire i dettagli davvero operativi: criteri di accesso, modalità di presentazione delle domande, termini, documentazione richiesta e regole di concessione.
Soggetti beneficiari
Le informazioni oggi disponibili individuano due principali categorie di destinatari. La prima riguarda uno o più dipendenti dell’impresa oppure collaboratori familiari, presenti nell’organico da almeno tre anni, che subentrino nella titolarità o nella gestione dell’attività artigiana. La seconda categoria riguarda i giovani di età inferiore a 35 anni che intendano acquisire o rilevare un’impresa artigiana e che dimostrino un’esperienza di almeno due anni nel settore prevalente dell’impresa stessa.
Questo schema lascia emergere con chiarezza la finalità della misura: non limitarsi a sostenere genericamente l’avvicendamento, ma favorire il subentro di soggetti che abbiano già un legame reale con l’impresa o, comunque, una competenza concreta nel settore. In altri termini, la Regione sembra voler accompagnare percorsi di ricambio generazionale credibili e radicati, capaci di garantire la continuità della gestione e del valore aziendale.
Tipologia di interventi ammissibili
La norma regionale chiarisce che i contributi saranno subordinati alla presentazione di un progetto di ricambio generazionale, comprensivo delle azioni previste per la continuità aziendale e per la fase di avvio e sviluppo della nuova gestione imprenditoriale. Questo significa che la misura non si limiterà con ogni probabilità a finanziare un mero passaggio formale di quote o titolarità, ma guarderà anche alla qualità del percorso di trasferimento e alla capacità di rendere sostenibile la nuova fase dell’impresa.
Dal punto di vista operativo, la spesa autorizzata è finalizzata a formazione e accompagnamento consulenziale. È quindi ragionevole attendersi che il futuro bando possa valorizzare attività quali affiancamento nella fase di subentro, consulenze organizzative, supporto alla pianificazione della nuova gestione, percorsi di consolidamento manageriale e, più in generale, strumenti in grado di rendere il passaggio generazionale meno improvvisato e più strutturato.
Entità e forma dell’agevolazione
La misura prevede una dotazione complessiva pari a 400.000 euro per il 2026, destinata alla concessione di contributi a fondo perduto. Questo è, ad oggi, il dato certo disponibile. Non sono invece ancora noti gli elementi più pratici e immediatamente rilevanti per le imprese, come la percentuale del contributo, gli eventuali massimali per domanda, la soglia minima di spesa, i criteri di valutazione o l’eventuale presenza di premialità. Tutti questi aspetti dovranno essere definiti dalla successiva deliberazione della Giunta.
Anche in assenza di questi dettagli, il messaggio politico ed economico è chiaro: la Regione ha scelto di destinare risorse specifiche a un tema molto sentito dal comparto artigiano. Per le imprese interessate, il vantaggio potenziale è evidente: poter contare su un contributo pubblico per accompagnare con maggiore metodo e minore impatto economico una fase delicata come il passaggio generazionale. In molti casi, infatti, proprio la mancanza di supporto organizzativo e consulenziale è ciò che rende più fragile il subentro.
Data presentazione domande
Al momento non è ancora possibile indicare una data di apertura dello sportello, né una scadenza per la presentazione delle domande. La ragione è semplice: manca ancora la deliberazione della Giunta regionale che dovrà definire criteri, modalità e termini per la concessione dei contributi, nel rispetto della normativa statale ed europea sugli aiuti di Stato.
Per questo motivo, la fase attuale deve essere letta come una fase di preparazione. Le imprese artigiane interessate, i possibili subentranti, i collaboratori familiari e i giovani che stanno valutando il rilevamento di un’attività possono già iniziare a ragionare sul progetto di ricambio generazionale, sulle esigenze formative e sugli strumenti consulenziali che potrebbero risultare utili. Quando la delibera della Giunta sarà pubblicata, arrivare con una prima impostazione già definita potrà fare la differenza.
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