Il chiarimento normativo: cosa cambia sull’iperammortamento
Il Governo ha annunciato l’eliminazione del vincolo “Made in EU” che, nella formulazione più recente, stava limitando fortemente l’operatività dell’iperammortamento e riducendone l’efficacia come leva di politica industriale.
La rimozione di questo requisito rappresenta un intervento correttivo volto a ripristinare la funzione originaria dell’incentivo: sostenere gli investimenti in beni strumentali nuovi e tecnologicamente avanzati, senza introdurre distorsioni incompatibili con la realtà delle filiere produttive.
Perché il vincolo “Made in EU” stava penalizzando le imprese
Il requisito di produzione o assemblaggio esclusivamente europeo aveva generato criticità operative rilevanti, soprattutto per i settori industriali che utilizzano macchinari complessi, spesso realizzati attraverso catene globali del valore.
In molti casi, il vincolo rischiava di escludere investimenti pienamente coerenti con gli obiettivi di innovazione e produttività, riducendo l’attrattività dell’iperammortamento e frenando decisioni di spesa già pianificate dalle imprese.
Cosa significa per le imprese: ritorno a un incentivo realmente utilizzabile
Con l’eliminazione del vincolo “Made in EU”, l’iperammortamento torna a configurarsi come uno strumento più neutro, accessibile e funzionale agli investimenti industriali.
Le imprese possono nuovamente valutare l’incentivo in modo concreto, concentrandosi sulle caratteristiche tecniche dei beni, sull’interconnessione, sull’impatto sul processo produttivo e non sulla sola provenienza geografica dei macchinari.
L’impatto sugli investimenti in beni strumentali e tecnologie avanzate
La rimozione del vincolo apre la strada a una ripresa degli investimenti in macchinari ad alta tecnologia, in particolare nei comparti manifatturieri, meccanici e industriali.
L’iperammortamento torna così a svolgere il suo ruolo di acceleratore degli investimenti, migliorando la redditività fiscale delle operazioni e favorendo il rinnovamento del parco macchine, con effetti positivi su produttività, competitività e sicurezza.
Un segnale di politica industriale a favore delle imprese
La scelta del Governo va letta come un segnale chiaro al sistema produttivo: l’obiettivo non è restringere gli incentivi, ma renderli realmente efficaci e compatibili con il funzionamento delle imprese.
In un contesto di incertezza economica e di aumento dei costi, il ripristino di un iperammortamento “funzionante” rappresenta una leva importante per sostenere gli investimenti privati.
Come prepararsi e sfruttare il nuovo scenario
Alla luce di questo intervento, diventa strategico riprendere o anticipare la pianificazione degli investimenti in beni strumentali, verificando la coerenza tecnica, la documentazione necessaria e l’eventuale integrazione con altre misure agevolative (ZES/ZLS; contributi regionali ecc).
Un’analisi preventiva consente di massimizzare il beneficio fiscale ed evitare criticità in fase di controllo.
Il supporto di Glocal nella pianificazione degli investimenti
Glocal affianca le imprese nella valutazione dell’iperammortamento, nella verifica di ammissibilità degli investimenti e nella costruzione di una strategia agevolativa integrata, orientata alla sostenibilità economica e alla compliance normativa.