23 Dic 2025 - News

Manovra 2026: iperammortamento UE, 5.0, ZES rafforzata e stop compensazioni

Manovra 2026: iperammortamento UE, 5.0, ZES rafforzata e stop compensazioni

Un quadro che cambia davvero

La Legge di Bilancio 2026 in discussione in questi giorni ridisegna la geografia degli incentivi alle imprese con scelte che incidono su acquisti, tempi e catene di fornitura. L’elemento più dirompente è il ritorno dell’iperammortamento in versione aggiornata, affiancato da una ZES Unica più conveniente e dallo stop alla stretta sulle compensazioni in F24.

Nel perimetro rientrano anche rifinanziamenti (es. Transizione 4.0 2025, Nuova Sabatini, Contratti di sviluppo) e misure specifiche per imprese energivore e agricoltura 4.0. L’obiettivo per l’impresa è uno: pianificare ora per cogliere il 2026–2028 con un mix di strumenti coerente e sostenibile.

Iperammortamento 2026: aliquote, arco temporale e vincolo d'origine

L’iperammortamento torna con maggiorazioni fino al 180% sugli investimenti in beni strumentali 4.0 (materiali e immateriali) e con un orizzonte applicativo 1/1/2026–30/9/2028. Sparisce la maggiorazione “energetica” tipica della 5.0 e vengono escluse alcune tipologie di fotovoltaico; gli allegati tecnici vengono riscritti e rinominati (in ottica III-bis e III-ter) per aggiornare il catalogo dei beni coerenti con l’automazione e l’interconnessione.

La vera novità strategica è però il vincolo di origine “Made in EU/SEE”: non basterà una verifica funzionale; servirà documentare l’origine europea di macchine e software. Impatto pratico: scouting fornitori più accurato, capitolati aggiornati con clausole di origine, controlli su componentistica e supply chain.

Stop alla stretta sulle compensazioni: cassa e prevedibilità

La versione che pare possa essere quella definitiva elimina la stretta che avrebbe limitato la compensazione dei crediti d’imposta (anche 4.0) con debiti contributivi (INPS/INAIL) in F24. Per molte aziende è una boccata d’ossigeno: la compensazione resta una leva di liquidità che consente di trasformare più rapidamente i benefici fiscali in cassa, sostenendo i piani di spesa 2026–2028 senza stress sui flussi.

ZES Unica: riparto fino al 75% per chi investe nel Mezzogiorno

Per i progetti localizzati nelle regioni del Sud, la ZES Unica viene rafforzata: in determinati casi la percentuale di riparto può salire dal 60% fino al 75%. Non è un automatismo: servono requisiti precisi e procedure dedicate, ma la misura diventa una traiettoria concreta per difendere e accelerare investimenti già pianificati o in esecuzione, specie per le imprese che non hanno fruito della 5.0.

Transizione 4.0 2025: rifinanziamento e possibile “porting” dai progetti 5.0

La manovra destina 1,3 miliardi a Transizione 4.0 2025. Nel settore si attende un provvedimento correttivo che chiarisca se e come i progetti rimasti in coda su 5.0 possano essere ricondotti ai canali 4.0 (accettando aliquote inferiori e l’assenza dei requisiti “energetici”) oppure, in alternativa, rientrare nel nuovo iperammortamento 2026. In ogni caso, tempistiche e documentazione saranno decisive: conviene predisporre subito i dossier tecnici per non perdere priorità.

Misure per energivori e agricoltura 4.0: target chiari, budget diversi

Per le imprese energivore è previsto nel 2026 un credito d’imposta ispirato alla logica 5.0 ma centrato sui beni 4.0 (non sulle FER) e con disapplicazione del DNSH: uno strumento pensato per accelerare upgrade su impianti e controllo dei processi.

Sul fronte Agricoltura 4.0 torna un credito dedicato, ma con stanziamenti insufficienti (2,1 milioni di euro): misura utile, ma a sportello “competitivo” dove l’ordine d’arrivo e la prontezza documentale faranno la differenza.

Altre leve: Sabatini e Contratti di sviluppo

Il pacchetto comprende il rifinanziamento di Nuova Sabatini (leva creditizia complementare ai benefici fiscali) e dei Contratti di sviluppo (progetti industriali strutturati).

Per maggiori informazioni e per una analisi di fattibilità gratuita: info@glocalservizi.com – 0442 77 26 61.