Arriva una possibile svolta sul fronte Transizione 5.0. Dopo le forti criticità generate dal Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 38, il Governo sembra orientato a rivedere il meccanismo che aveva penalizzato le imprese rimaste fuori dalla copertura piena del beneficio.
Secondo quanto emerso dal confronto con le principali rappresentanze industriali, si va verso una soluzione che consentirebbe alle cosiddette imprese “esodate” di recuperare quasi integralmente il credito d’imposta originariamente previsto.
In particolare, si ipotizza il riconoscimento del 100% del credito per la componente legata a fonti rinnovabili e formazione e del 90% per i beni strumentali.
Il problema: cosa è successo con il Decreto fiscale
Il Decreto-Legge n. 38/2026 aveva introdotto una revisione della misura che ha inciso in modo significativo sugli incentivi.
Per le imprese rimaste escluse dalla copertura piena, era stato previsto:
- un credito compensativo pari al 35% di quello originario;
- l’esclusione della copertura piena per le componenti legate a energia e formazione.
Questa modifica ha ridotto drasticamente il beneficio, generando forti criticità operative e numerose contestazioni da parte del sistema produttivo.
Chi sono le imprese “esodate”
Sono considerate “esodate” le imprese che avevano rispettato le tempistiche previste:
- comunicazioni al GSE entro il 27 novembre 2025;
- integrazioni entro il 6 dicembre 2025 per le domande trasmesse tra il 7 e il 27 novembre.
Nonostante il rispetto delle regole, queste imprese si sono trovate escluse dal riconoscimento pieno dell’incentivo.
La svolta: verso il recupero del beneficio
A seguito delle pressioni delle associazioni imprenditoriali, il Governo avrebbe aperto a una revisione sostanziale della misura.
L’orientamento emerso prevede:
- 100% del credito per investimenti in fonti rinnovabili e formazione;
- 90% del credito per i beni strumentali.
Si tratterebbe, di fatto, di un ripristino quasi totale del beneficio, con l’obiettivo di rispettare gli impegni assunti nei confronti delle imprese.
Stato attuale della misura
Solo con l’approvazione definitiva della norma sarà possibile avere certezza operativa sull’effettivo riconoscimento dei crediti; dovrà essere confermato nella fase di conversione in legge del DL 38/2026.